Era ormai un po' di tempo che il cestello mi preoccupava: perdeva del nero, si vedeva della ruggine e, cosa peggiore, ogni tanto qualcosa di nero si staccava dalla sede del perno.
Oggi purtroppo è successo. Il cestello è passato a miglior vita.
Credo che i pezzetti neri che si staccavano erano parti della guarnizione ormai cristallizata.
Dopo aver sfornato del pane in cassetta ho messo il gestello a lavare ed ecco che il perno è uscito dalla sede!!!
Ora spero vivamente che la Moulinex lo sostituisca visto che la macchina non ha ancora un anno di vita. :(
Un'ultima foto per mostrare l'ultimo pane sfornato da questo cestello. Il sapore e' ottimo. Almeno il cestello se n'e' andato con una nota d'orgoglio.
Aggiornamento del 24/10/2011: Alla fine la moulinex non ha cambiato il pezzo. Il centro di assistenza ha dichiarato che dopo i sei mesi dall'acquisto gli accessori soggetti ad usura non vengono considerati in garanzia.
Sinceramente la cosa non mi torna... proverò in un altro centro. Non credo che la prossima volta sceglierò un prodotto Moulinex. Probabilmente andrò su Bosch o Kenwood...
Conoscete qualche marca coreana che si occupa di food-processor?
Prove, successi ma soprattutto fallimenti. Il mio percorso di illuminazione nell'arte della panificazione.
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venerdì 14 ottobre 2011
Cronaca di una morte annunciata
Panini alla birra e farro
Ho trovato innumerevoli ricette per i panini alla birra non vogliatemene se ne aggiungo un'altra. Le proporzioni scelte permettono di usare un'intera bottiglia da 33cl:
Mix reattivo fra sale e birra! Non esagerate!
Solito programma di lievitazione. Lasciate lievitare nel cestello fino a quando l'impasto non arriverà al limite quindi prendete una teglia, copritela con della cartaforno, spruzzate della farina, e riversatevi l'impasto sopra.
Aggiungete altra farina per rendere l'impasto lavorabile.
Ora staccate dall'impasto dei pezzi poco più piccoli del vostro pugno.
Per ogni pezzo ripiegate il piccolo impasto su se stesso e quindi arrotolatelo con le mani per trasformarlo in un ovaloide.
Ripetete l'operazione fino a terminare l'intero impasto.
Ora dovreste avere sulla teglia una serie di mini panini. Decorateli con dei tagli usando un coltello seghettato.
Coprite il tutto con un telo e lasciate riposare per almeno due ore. al temrine di questo tempo il volume sarà raddoppiato. se così non fosse lasciate ulteriormente lievitare allungando il tempo.
Non esagerate con la lievitazione o rischierete di avere dei panini che si sgonfieranno prima dellaa cottura.
Scaldate il forno a 170 gradi.
Una volta che i panini hanno le dimensioni desiderate infornatate la teglia e lasciate cuocere per 20 minuti (il tempo dipende anche dal vostro forno quindi tenete d'occhio la doratura).
Terminata la cottura sfornate e laciate raffreddare su una griglia.
Il risultato sono dei panini dal gusto forte e dal retrogusto amarognolo.
Il profumo sarà simile a quello della birra da voi usata.
I panini si possono mantenere circa 2 o 3 giorni a seconda di come gli conserverete.
Fatemi sapere se ne apprezzate il gusto!
Alla prossima.
- 330 ml di birra doppio malto,
- 15 g di sale,
- 150 g di farina manitoba,
- 500 g di farina farro integrale,
- 10 g di lievito essicato,
- 15 g di miele.
Mix reattivo fra sale e birra! Non esagerate!
Solito programma di lievitazione. Lasciate lievitare nel cestello fino a quando l'impasto non arriverà al limite quindi prendete una teglia, copritela con della cartaforno, spruzzate della farina, e riversatevi l'impasto sopra.
Aggiungete altra farina per rendere l'impasto lavorabile.
Ora staccate dall'impasto dei pezzi poco più piccoli del vostro pugno.
Per ogni pezzo ripiegate il piccolo impasto su se stesso e quindi arrotolatelo con le mani per trasformarlo in un ovaloide.
Ripetete l'operazione fino a terminare l'intero impasto.
Ora dovreste avere sulla teglia una serie di mini panini. Decorateli con dei tagli usando un coltello seghettato.
Coprite il tutto con un telo e lasciate riposare per almeno due ore. al temrine di questo tempo il volume sarà raddoppiato. se così non fosse lasciate ulteriormente lievitare allungando il tempo.
Non esagerate con la lievitazione o rischierete di avere dei panini che si sgonfieranno prima dellaa cottura.
Scaldate il forno a 170 gradi.
Una volta che i panini hanno le dimensioni desiderate infornatate la teglia e lasciate cuocere per 20 minuti (il tempo dipende anche dal vostro forno quindi tenete d'occhio la doratura).
Terminata la cottura sfornate e laciate raffreddare su una griglia.
Il risultato sono dei panini dal gusto forte e dal retrogusto amarognolo.
Il profumo sarà simile a quello della birra da voi usata.
I panini si possono mantenere circa 2 o 3 giorni a seconda di come gli conserverete.
Fatemi sapere se ne apprezzate il gusto!
Alla prossima.
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martedì 19 luglio 2011
Panini al kamut: ovvero come esagerare con la lievitazione
Ecco la ricetta per un po' più di un chilo e mezzo di panini al kamut:
Come al solito ho usato la MdP solo per la fase di impasto e prima lievitazione.
Il risultato è un amalgama piuttosto compatta e facilmente lavorabile.
Anche chi è alle prime armi (come il sottoscritto) non dovrebbe avere troppi problemi a creare delle forme accettabili.
Qui un'immagine su come sono risultate le mie:
Ora la nota dolente e forse il cuore del post: è possibile esagerare con la lievitazione?
Probabilmente la risposta è fin troppo scontata.
Nel mio caso, dopo aver lavorato i panini, ho coperto due teglie con un panno e posto a lievitare.
Nelle mie intenzioni avrei dovuto lasciare il tutto a riposo per due ore ma, per impegni personali, sono passete quasi sei ore dalla lavorazione all'effettiva cottura!
Ecco quindi come si presentavano i panini poco prima che gli infornassi.
Decisamenti troppo grandi. Il rischio, in questi casi, è di avere un panino con grandi cavità al suo interno o peggio, che prima dell'infornata il panino si sgonfi diventando una soletta.
Ecco un'altra immagine che mostra meglio lo spessore assunto dai panini.
Aggiungo inoltre che il prodotto finale rischia di diventare piuttosto brutto a vedersi e quindi poco presentabile.
Nel mio caso sono stato fortunato:
La foto all'inzio del post da un'idea del risultato finale (compreso l'interno di un panino).
Ecco un'altra foto del pane appena sfornato.
- 430 ml di acqua,
- 20 ml di olio extravergine d'oliva,
- 12 g di sale,
- 300 g di farina manitoba,
- 400 g di farina di kamut,
- 10 g di lievito di birra secco,
- 30 g di zucchero di canna,
- altri 150 g di farina di kamut.
Come al solito ho usato la MdP solo per la fase di impasto e prima lievitazione.
Il risultato è un amalgama piuttosto compatta e facilmente lavorabile.
Anche chi è alle prime armi (come il sottoscritto) non dovrebbe avere troppi problemi a creare delle forme accettabili.
Qui un'immagine su come sono risultate le mie:
Ora la nota dolente e forse il cuore del post: è possibile esagerare con la lievitazione?
Probabilmente la risposta è fin troppo scontata.
Nel mio caso, dopo aver lavorato i panini, ho coperto due teglie con un panno e posto a lievitare.
Nelle mie intenzioni avrei dovuto lasciare il tutto a riposo per due ore ma, per impegni personali, sono passete quasi sei ore dalla lavorazione all'effettiva cottura!
Ecco quindi come si presentavano i panini poco prima che gli infornassi.
Decisamenti troppo grandi. Il rischio, in questi casi, è di avere un panino con grandi cavità al suo interno o peggio, che prima dell'infornata il panino si sgonfi diventando una soletta.
Ecco un'altra immagine che mostra meglio lo spessore assunto dai panini.
Aggiungo inoltre che il prodotto finale rischia di diventare piuttosto brutto a vedersi e quindi poco presentabile.
Nel mio caso sono stato fortunato:
- i panini sono usciti bruttarelli ma non orribili,
- l'interno non presentava bolle e cavità,
- la seconda infornata non si è afflosciata completamente,
- il sapore era eccellente (inutile dire che il sapore delle due infornate era completamente diverso: si vede il posto precedente).
La foto all'inzio del post da un'idea del risultato finale (compreso l'interno di un panino).
Ecco un'altra foto del pane appena sfornato.
venerdì 15 luglio 2011
Panini al farro integrale: un'introduzione all'"Irripetibilità Sperimentale"
Dimentichiamoci per un momento i principi della fisica sulla ripetibilità di un esperimento e banalizziamo un po'. Con questo post volevo mostrare a me stesso quello che già avevo capito dopo innumerevoli tentativi: "anche lasciando invariata la ricetta, e le condizioni di contorno, il prodotto finale sarà comunque unico".Potrei addentrarmi ulteriormente nella filosofia del gusto dicendo poi che il sapore del prodotto finale dipenderà da cosa ci mangiamo assieme... forse anche dalle nostre condizioni fisiche al momento della degustazione... e chissà da quanti altri fattori.
Persino mangiando un unico pane potremmo avere sensazioni diverse ad ogni boccone. Durante i primi assaggi potremmo essere faamelici per arrivare poi ad avere una certa nausea se esageriamo con le quantità... eppure il pane non dovrebbe essere cambiato.
Da ciò deriva la mia condizione che non riuscirò mai a rigustare uno stesso sapore. Ogni volta avrò sempre qualcosa di nuovo.
Ciò non toglie che, lasciando perdere le condizioni umane al momento dell'assaggio, ogni nostra creazione sarà diversa dalle altre: unica, appunto.
Mai capitato di comprare il pane in un posto e trovarlo favoloso, tornarci il giorno dopo e rimanere poi delusi?
In precedenti esperimenti, da uno stesso impasto ricavavo due diverse forme. Cotte separatamente o contemporaneamente le due davano comunque risultati "sorprendentemente" diversi: una diversa lievitazione, una diversa doratura, un diverso gusto!
In questo caso ho voluto aumentare l'effetto scenico preparando appositamente due forme diverse.
Da uno stesso impasto ho realizzato: una sorta di panfocaccia e dei paninetti.
Inutile dire che il gussto dei due era completamente diverso così come la consistenza e il loro grado di conservazione nel tempo.
A mio insindacabile giudizio i panini sono risultati superiori come:
- presentazione,
- gusto,
- durata.
Ed eccomi per la prima volta a scrivere una ricetta. Le proporzioni, in questo caso, sono relative a un prodotto di 1,5Kg circa.
Panini al farro:
- 430 ml di acqua,
- 20 ml di olio extravergine d'oliva,
- 12 g di sale,
- 300 g di farina manitoba,
- 430 g di farina di farro integrale,
- 10 g di lievito di birra secco,
- 30 g di zucchero di canna,
- altri 100 g di farina manitoba.
Gli ingredienti sono stati posti nel cestello della macchina del pane così come nella lista (partendo dall'alto) e quindi impastando il tutto con il programma numero 11 (solo impasto) della mia moulinex.
Il programma dura 1 ora e mezza al termine della quale ho lasciato lievitare il composto ulteriormente all'interno della macchina per un'altra ora.
Ho quindi estratto il tutto e lavorato il pane su di una teglia coperta da cartaforno che avevo precedentemente infarinato per facilitar la lavorazione (sarà banale per molti ma la farina evita che l'impasto si attacchi alla cartaforno).
Ho quindi lavorato, in due diverse teglie, una sola "schiacciata", come da foto sopra e nell'altra diversi panini.
Ho coperto con un panno le due teglie e posto il tutto a lievitare per un'altra ora.
Quindi acceso il forno e portato la temperatura a 170 gradi (io preferisco cotture lente).
Ho quindi posto le tegli nel forno per circa 20 minuti (fino a che il colore non mi convinceva).
Infine ho estratto e lasciato riposare panini e "schiacciata" su di una griglia.
Ecco le foto finali.
Avete suggerimenti per come replicare una creazione ben riuscita?
Lo zen e l'arte della panificazione
Candidmente allora mi dico: se non è possibile ottenere ciò che si è già realizzato allora perchè non puntare ad ottenere un prodotto sempre migliore?
Proprio così: l'impossibile ricerca della perfezione!!!!
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venerdì 8 luglio 2011
Prime foto di un prodotto: pane integrale al farro
So di non avere ancora lettori e mi rendo conto che i post introduttivi siano noiosi.
Apro quindi una parentesi per mostrare una realizzazione di due giorni fa.
Si tratta di un pane integrale al farro (o un pane al farro integrale?).
Il prodotto finale è una pagnotta soffice e gustosa che si sposa bene con i salumi (e qualcuno aggiungerebbe: con del vino rosso).
La lavorazione è semplice ma per ora non voglio scrivere ricette.
Ho bisogno ancora di qualche post introduttivo per spiegare la mia "Ricerca dell'Impasto Perfetto".
Come vedete dalle foto la forma iniziale è piuttoto piatta.
Si tratta solo di metà dell'impasto preparato. La seconda metà ha subito un processo di preparazione leggermente diverso (magari lo mostrerò in un'altra occasione).
Nel forno vedete il pane dopo un secondo periodo di lievitazione. Si può notare come si sia gonfiato leggermente (i fori eseguiti con le dita sono quasi scomparsi).
Eccolo dopo essere uscito dal forno: decisamente più gonfio!
E poco prima di essere gustato.
Per la ricetta e la preparazione vi chiedo di essere ancora pazienti e di attendere qualche post.
Apro quindi una parentesi per mostrare una realizzazione di due giorni fa.
Si tratta di un pane integrale al farro (o un pane al farro integrale?).
Il prodotto finale è una pagnotta soffice e gustosa che si sposa bene con i salumi (e qualcuno aggiungerebbe: con del vino rosso).
La lavorazione è semplice ma per ora non voglio scrivere ricette.
Ho bisogno ancora di qualche post introduttivo per spiegare la mia "Ricerca dell'Impasto Perfetto".Come vedete dalle foto la forma iniziale è piuttoto piatta.
Si tratta solo di metà dell'impasto preparato. La seconda metà ha subito un processo di preparazione leggermente diverso (magari lo mostrerò in un'altra occasione).
Nel forno vedete il pane dopo un secondo periodo di lievitazione. Si può notare come si sia gonfiato leggermente (i fori eseguiti con le dita sono quasi scomparsi).
Eccolo dopo essere uscito dal forno: decisamente più gonfio!
E poco prima di essere gustato.
Per la ricetta e la preparazione vi chiedo di essere ancora pazienti e di attendere qualche post.
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